I 3 FATTORI CHE DETERMINANO LA SALUTE: ALLENAMENTO, ALIMENTAZIONE E CONTROLLO DELLO STRESS
LA SALUTE, UN BENE PREZIOSO
Se chiediamo alle persone quale sia la cosa più importante della vita, per la maggioranza di esse la risposta è la salute. Anche l’amore è una risposta molto ricorrente; con meno frequenza vengono citatici i figli, i soldi, il lavoro e, marginalmente, altre cose.
Comunque, qualunque sia la risposta, una cosa è certa: senza la salute è difficile o anche impossibile godere delle cose belle e importanti, qualunque esse siano, della vita.
Detto questo, sia per coloro che sono sensibili a questo tema, sia per coloro che non lo sono, a cui consigliamo vivamente di prenderne consapevolezza, diamo alcune informazioni e linee guida per ottenere un perfetto stato di salute.
I 3 aspetti fondamentali che portano ad un completo stato di salute sono: 1) Attività fisica, 2) Alimentazione e 3) Pratiche di controllo dello stress
Quanto detto sembra banale, ed in fondo lo è, ma sta di fatto che quasi nessuno cura e mette in pratica tutti e 3 questi aspetti.
Se l’alimentazione è percepita dalla maggior parte delle persone come la cosa più importante per essere in salute, e se anche l’attività fisica è considerata altrettanto importante, quasi quanto l’alimentazione, per contro, il controllo dello stress è considerato marginalmente come componente per conseguire uno stato di perfetta salute. Questo perché solo negli ultimi anni, in campo medico e scientifico, a fronte delle evidenze sulla sua correlazione fra salute e malattia, tale componente è stato oggetto di considerazione. Gli studi e le ricerche infatti, stanno sempre più dimostrando la sua strettissima correlazione con l’origine delle malattie.
Esaminiamo adesso i 3 fattori uno per uno:
ATTIVITA’ FISICA
Attività fisica è un termine molto generico. Anche i lavori pesanti sono attività fisica. Il termine esatto da usare è ALLENAMENTO. L’allenamento è qualcosa di specifico che, tramite un lavoro fisico, produce un risultato tramite un adattamento allo stimolo del lavoro effettuato. In questo contesto l’allenamento è riferito ad attività sportive e può essere allenamento alla corsa, al nuoto, in bici, ginnastica in palestra, ecc.. Tutte queste attività sportive producono senz’altro degli adattamenti fisici benefici per la salute, ma nessuna tranne una ne produce così tanti come l’allenamento con i pesi. Quando si parla di allenamento con i pesi, non c’è molta approvazione da parte della gente verso questo tipo di attività sportiva. Viene infatti percepita, a torto, come una attività sportiva che sviluppa degli inutili muscoli, che rende goffi, che rallenta i riflessi, ed altre cose del genere. Chi pensa queste cose, evidentemente non sa cosa sia effettivamente l’allenamento con i pesi, non l’ha mai praticato e non conosce la fisiologia.
I vantaggi che tale allenamento produce sono molteplici: tonicità e trofismo muscolare, aumento/mantenimento della forza fisica, maggior coordinamento neuro-muscolare, miglioramento del sistema cardiovascolare e migliore circolazione sanguigna, azione meccanica favorente la densificazione delle ossa, aumento del metabolismo basale, azione equilibrante del sistema ormonale. Insomma, l’organismo ottiene benefici in tutte le sue funzioni. L’allenamento con i pesi, inoltre, è la preparazione base per molti altri sport.
Come risulta evidente quindi, proprio perché apporta tanti benefici rispetto ad altri tipi di allenamento è da preferire rispetto, ad esempio, a corsa, ginnastica a corpo libero, ciclismo e nuoto per citarne alcuni dei più praticati, anche se il nuoto è preferibile tra questi ultimi perché più completo.
La pratica di una attività fisico-sportiva dovrebbe apportare più benefici fisiologici possibili e non solamente uno o due come invece le attività sportive di massa sopracitate. La corsa, per esempio, si limita ad apportare benefici solo cardiovascolari e, secondo il livello in cui viene praticata, dimagrimento. Il ciclismo, solo benefici cardiovascolari e tonicità e forza muscolare solo nelle gambe. La ginnastica generale a corpo libero migliora solo la flessibilità e il coordinamento neuromuscolare ed il nuoto apporta benefici cardiovascolari e moderatamente tonicità muscolare. Se facciamo l’elenco dei benefici apportati da queste attività fisiche e le confrontiamo con quelli apportati dall’allenamento con i pesi, non c’è paragone, l’allenamento con i pesi prevale nettamente.
Un aspetto da precisare è il fatto che, al contrario di quello che può sembrare, l’allenamento con i pesi è adatto a tutte le età, anche a 70/80 anni, ed anzi, proprio in età avanzata è utile per contrastare e rallentare alcuni inevitabili processi di decadimento fisico dovuto all’invecchiamento: sarcopenia (*) e osteoporosi (*).
Naturalmente l’intensità deve essere adattata all’età stessa, nel senso che, i pesi dovranno essere necessariamente leggeri in rapporto all’età. Ma quella dell’intensità di allenamento in rapporto all’età riguarda anche le tutte le altre attività sportive citate, che sia corsa, ciclismo, nuoto o qualsiasi altra.
(*) sarcopenia: perdita di massa muscolare dovuta all’invecchiamento – (*) osteoporosi: perdita di densità ossea dovuta all’invecchiamento
Pur avendo, l’allenamento con i pesi tante qualità da essere preferibile a qualsiasi altro tipo di allenamento,
ad onor del vero non è la perfezione assoluta; manca infatti di una qualità allenante: la flessibilità. Ma questa, a parte la ginnastica generale a corpo libero, manca anche alle altre attività sportive citate. Sarebbe opportuno allora aggiungere all’allenamento con i pesi un programma di stretching.
Per i neofiti dell’allenamento consigliamo di frequentare una palestra, il che non vuol dire andare in palestra a vita. Una volta imparate le tecniche di allenamento ci si può attrezzare anche a casa ed allenarsi in tutta autonomia.
ALIMENTAZIONE
L’alimentazione è un altro aspetto fondamentale per essere in salute. In questo campo, rispetto all’allenamento fisico, ci sono molte più teorie e metodi da applicare, alcune diametralmente opposte ad altre, per cui è difficile capire quale sia il percorso migliore da seguire.
Partiamo comunque da un presupposto che è valido per qualunque regime alimentare: gli alimenti che ingeriamo devono essere il più possibile sani e privi di sostanze chimiche aggiunte. Purtroppo oggi è difficile trovare cibi con questo requisito, ma, leggendo le etichette degli alimenti che acquistiamo, possiamo migliorare di molto la qualità della nostra alimentazione. Purtroppo, o per pigrizia, o per scarsa conoscenza in materia, poche persone pongono attenzione e leggono le etichette, ma, per la salute, escludendo quegli alimenti che contengono certe sostanze, sarebbe fondamentale. Ad essere precisi fino in fondo, le etichette alimentari rivelano più che altro le sostanze conservanti, stabilizzanti, acidificanti, coloranti, ecc. ma riferite alla fase di lavorazione e confezionamento, non alla fase precedente di coltivazione o allevamento. Durante queste fasi non abbiamo nessuna possibilità di controllo e dobbiamo fidarci di cosa viene dichiarato da coltivatori e allevatori. Le stesse certificazioni “bio”, non sempre sono affidabili.
L’aspetto dell’inquinamento chimico degli alimenti, non è tenuto sufficientemente in considerazione negli ambienti nutrizionali; quasi tutti pongono la loro attenzione sul regime alimentare anziché sulla qualità degli alimenti stessi riguardo alla loro integrità delle caratteristiche naturali. Parlare di salute dal punto di vista nutrizionale senza prendere in considerazione questo importantissimo aspetto ha poco senso, giacché anche la miglior alimentazione possibile, può venir vanificata, in senso salutistico, dall’inquinamento chimico degli alimenti.
Una volta sicuri dell’integrità dell’alimento da inquinanti chimici, allora si, si può passare ad elaborare una tabella nutrizionale per scopi salutistici.
Abbiamo iniziato questo capitolo sull’alimentazione, rimarcando il fatto che in questo campo, ci sono tante teorie, più o meno scientifiche, sia mirate al dimagrimento, sia a scopo salutistico, che, orientarsi in modo oggettivo, in un panorama così ampio non è per niente facile. Specialmente in tema di dimagrimento, prevale più l’orientamento sull’ultima dieta del momento che non teorie scientifiche oggettive. In ambito salutistico c’è più uniformità e chiarezza, anche se purtroppo alcune teorie mediche e scientifiche sono più avvalorate da interessi economici che non dalla oggettività della scienza.
Detto questo, sull’alimentazione per la salute ci sono delle regole di base su cui, più o meno, sono tutti d’accordo.
Troviamo pertanto alcuni paradigmi alimentari come: introdurre meno calorie, limitare la quantità di grassi animali, ridurre i carboidrati, specialmente gli zuccheri semplici, aumentare l’introduzione di vegetali specialmente verdure e cercare di astenersi il più possibile dall’uso di alcool.
Ci sono poi altre regole e teorie che hanno del rivoluzionario rispetto allo standard, e non perché frutto delle ultime scoperte scientifiche, ma perché essendo paradigmi della natura stessa e quindi facenti parte della vita dell’essere umano fin dalla sua comparsa sulla Terra, tranne che negli ultimi 70/80 anni causa gli interessi della società industriale moderna, proprio per questo motivo, sono state accantonate, e proprio per questo, se applicate oggi, hanno del rivoluzionario.
Su quest’ultimo modello alimentare verte la nostra concezione di alimentazione: l’igienismo.
Per sapere cosa è l’alimentazione igienista e come applicarla CLICCA QUI E VAI ALLA PAGINA DEDICATA
CONTROLLO DELLO STRESS
Quello dello stress è l’aspetto forse più importante per ottenere un perfetto stato di salute. E’ il più importante ma anche difficile da contestualizzare in modo concreto su tale argomento. E’ difficile perché, nonostante che ormai molti ne parlino come aspetto collegato alla salute stessa, tale argomento, in pratica, non sembra così strettamente collegato e dimostrabile in modo diretto come causa-effetto all’origine delle malattie. Lo è invece per chi conosce in modo approfondito la psicosomatica, l’epigenetica ed altre branche scientifiche che considerano il corpo umano nella sua interezza, anche energetica, e non solo un insieme di parti separate quali organi, apparati e tessuti. E’ la cosiddetta Medicina Olistica. Secondo questa visione medica infatti, l’origine delle malattie ha quasi sempre una causa energetico-mentale, la quale poi si manifesta sottoforma di sintomi organici, ovvero la cosiddetta “malattia”.
Detto questo passiamo a spiegare come mai lo stress è così importante per la salute e quali sono le strategie da attuare per prenderne il controllo, ridurlo o eliminarlo del tutto.
Il meccanismo di come lo stress predisponga le persone ad ammalarsi, anche se in ambito medico è poco trattato, è noto e conosciuto.
Lo stress non è altro che una reazione che si manifesta quando un organismo percepisce uno squilibrio tra le sollecitazioni ricevute e le risorse a disposizione. Si tratta, precisamente, di una sindrome generale di adattamento (SGA) atta a ristabilire un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori di stress. Le alterazioni dell’equilibrio interno possono avvenire a livello endocrino, umorale, organico, biologico.
La sindrome può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica. In generale lo stress viene distinto in stress “buono” e stress “cattivo”. Quello che ovviamente ci interessa per la presente trattazione è ovviamente lo stress “cattivo”.
Se, in qualche modo, si riesce a compensare il meccanismo dello stress si ritorna in uno stato di equilibrio (omeostasi), se invece non si riesce a compensare, si innescano dei meccanismi biologici che portano al formarsi della malattia. Precisazione: quella che generalmente viene chiamata malattia, non è la malattia, ma il sintomo di una causa di squilibrio omeostatico. Il sintomo cioè, non è altro che il tentativo dell’organismo di ripristinare la salute in seguito ad una causa che l’ha alterata. Molte volte l’organismo riesce a ripristinare, tramite un complesso meccanismo biologico, la salute, altre volte no. Quando non vi riesce, abbastanza raramente per altro, le cause di squilibrio rimangono, si creano dei danni biologici irreversibili ed ecco generarsi quella che viene chiamata “malattia”.
E logico e sensato, quindi, attuare quelle strategie finalizzate a controllare lo stress.
Di strategie ce ne sono molte, quasi tutte in ambito “mentale”: tecniche di rilassamento, training autogeno, meditazione, tecniche psicologiche delle più svariate. Poi ci sono altre strategie più fisiche e meno mentali, in cui si utilizza prevalentemente il corpo. Infine strategie passive come massaggi, ascolto di musica rilassante e tante altre.
Tra le tante, ce n’è una però che per praticità, facilità, brevità e impegno è fra le migliori, proprio perché è alla portata di tutti, in qualsiasi momento e a costo zero: è la respirazione.
Detta così è semplice, ma, in realtà anche se parliamo di una cosa che facciamo tutti durante tutta la nostra vita, c’è respirazione e respirazione. In ambito yoga o meditativo ci sono, infatti svariate tecniche respiratorie, alcune delle quali anche abbastanza complicate.
Senza essere dei praticanti o maestri yoga, ce n’è una semplicissima che la possono fare tutti indistintamente, anche chi non ha mai fatto prima alcuna tecnica respiratoria: è la tecnica “coerenza cuore-cervello”, studiata e resa nota dall’istituto americano Heart Math.
In pratica basta mettersi in posizione comoda, non importa se seduti o sdraiati, non importa se ad occhi aperti o chiusi, e respirare mantenendo una cadenza di 5 secondi per l’inspirazione e 5 secondi per l’espirazione. Tutto qui. Si inizia con 5 minuti, tutti i giorni, per poi passare a 10, 15 e fino a 20 minuti, il tempo ideale per ottenere i migliori risultati. Per maggiori informazioni ed approfondimenti CLICCA QUI E VAI ALLA PAGINA DEDICATA

